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 STORIA

L'evoluzione del cinema Horror

Il cinema horror è uno dei generi più antichi e resilienti del mondo cinematografico. Attraverso il XX secolo e i primi decenni del XXI, ha interpretato le paure collettive della società: dal soprannaturale gotico alle ansie psicologiche, dalla violenza esplicita alle critiche sociali contemporanee. Nelle righe successive faremo una breve introduzione dell'evoluzione del genere horror ma se volete una spiegazione più curata e dettagliata potete trovare nel menù, in senso cronologico, le varie epoche come sottopagine della pagina STORIA.

Inizio Novecento

 

Le radici dell'horror risalgono alla fine del XIX secolo, infatti il primo film di questo genere risale al 1896, Le Manoir du Diable,  ideato da Georges Méliès, considerato come uno dei pionieri del cinema: al tempo era solo un cortometraggio muto, però fu l'inizio di qualcosa di grande per tutto il mondo del cinema. Negli anni '20, il cinema espressionista tedesco dominò il genere, riflettendo il trauma post-Prima guerra mondiale con film come: Il Gabinetto del Dottor Caligari (1920), che spesso viene considerato il simbolo del cinema espressionista e Nosferatu il vampiro (1922) di F.W. Murnau. 

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Questi film introdussero temi psicologici e visivi che influenzarono tutto il cinema successivo.

Hollywood divenne il protagonista negli anni '30 con la Universal Pictures, creando i famosi "mostri Universal";  Dracula (1931) di Tod Browning; Frankenstein (1931) di James Whale e La Mummia (1932) di Karl Freund.

Negli anni '40 si decise di continuare  la saga di Frankenstein e debuttò un altro mostro Universal, L'uomo lupo (1941), anche se in passato c'erano già stati film simili.

Anni '50

 

Negli anni '50, il genere horror passò dalla linea gotica a quella fantascientifica. Questo fu un decennio di cambiamento radicale per il genere horror perchè i film iniziarono ad interpretare la paura delle persone del tempo, con film come La cosa da un altro mondo (1951),

L'invasione degli ultracorpi (1956) e Il mostro della laguna nera (1954), che può anche essere considerato come uno dei "mostri Universal".

In quegli anni ci furono molti film propagandistici, dove il nemico era rappresentato da esseri extraterrestri che volevano conquistare e sterminare la razza umana, un esempio è La guerra dei mondi (1953).

Anni '60

In questo decenio il genere horror si spostò verso un lato più thriller e psicologico con Alfred Hitchcock, che dirisse uno dei film più famosi di questo genere: Psycho (1960). Questo film fu l'inizio di una nuova idea dell'horror, dove l'antagonista non doveva per forza essere alieno o mutante ma una semplice persona. Sempre nel 1960 escono L'occhio che uccide e La maschera del demonio. George Romero fa uscire nelle sale il primo film concentrato sugli zombie, La notte dei morti viventi (1968)

Anni '70

Negli anni '70 emerse il "New Horror". Le persone si stavano interessando al mondo dell'occulto e registi come Roman Polansky e William Friedkin compresero a pieno ciò e crearono molte pellicole, anche con scene esplicite. Nel 1973 esce nelle sale un film proprio di William Friedkin, che è senza dubbio il film più importante della storia del genere horror, L'esorcista. Le persone rimasero traumatizzate e questo segnò un cambiamento nel genere.

Un altro film famoso di quell'epoca è Non aprite quella porta (1974)

diretto da Tobe Hooper: pellicola che fa debuttare la prima icona dei killer mascherati dello "slasher", Leatherface.

Anche l'Italia contribuì in questi anni al genere horror con molti film: il più famoso è Profondo rosso (1975) diretto da Dario Argento che due anni dopo fece uscire un altro capolavoro, Suspiria (1977).

Nel 1978 esce uno dei film più importanti per il sottogenere dello slasher, Halloween-La notte delle streghe, girato da John Carpenter. Questo film fece debuttare la seconda icona dei killer slasher: Michael Myers. L'anno successivo torna anche l'horror fantascientifico con Alien (1979) che può essere considerato uno dei tanti capolavori dell'epoca.

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Anni '80

Gli anni '80 rappresentano l'apice del cinema horror, grazie al boom del VHS, permettendo budget bassi e guadagni alti. L'horror si evolve verso slasher violenti, body horror grotteschi e ibridi con commedia o fantascienza, dove i temi ricorrenti sono: adolescenza, sessualità repressa, paranoia e critica sociale. 
I film "slasher", concentrati su killer mascherati che massacrano giovani, erano già iniziati negli anni '70 con

Non aprite quella porta e Halloween, ma esplodono negli anni '80 con Venerdì 13 (1980) e

Nightmare - Dal profondo della notte (1984). Questi film introducono altre due icone del genere slasher: Jason Voorhees e Freddy Krueger, interpretato da Robert Englund nel primo film e anche nei sequel.
Un altro sottogenre dell'horror che iniziò a svilupparsi negli anni '80 è il "body horror"con film come
La cosa (1982) e La mosca (1986), remake del film L'esperimento del dottor K (1958). 

Dopo essere sbarcato sul grande schermo nel 1976 con il film Carrie, lo scrittore Stephen King è protagonista di altri film basati sui suoi libri: Shining (1980), diretto da Stanley Kubrick e dove nel cast spicca Jack Nicholson,

Cujo (1983) e Christine - La macchina infernale (1983), diretto da John Carpenter.
Altri film noti di questo decennio sono
Hellraiser (1987) e Bambola assassina (1988). Continuano anche saghe slasher degli anni '70 come Non aprite quella porta che farà una sola uscita nel 1986 con il sequel del primo film, e Halloween che continuerà la saga a più riprese durante questo decennio.
 

Gli anni '90 rappresentano per il cinema horror una fase di declino e rinascita contemporaneamente. Dopo un periodo di stanchezza grazie ai numerosi film splatter degli anni '80, il decennio si apre con capolavori psicologici di altissimo livello come
Il silenzio degli innocenti (1991), che pur di arrivare alla candidatura degli Oscar cerca di vendersi come un film thriller.
Wes Craven reinventa lo "slasher" con intelligenza e ironia in Scream (1996), creando uno dei film più rivoluzionari del genere tramite i clichè. M. Night Shyamalan inventa il colpo di scena perfetto in The sixth Sense (1999)

Non mancano incursioni gotiche prestigiose come il capolavoro diFrancis Ford Coppola, Dracula di Bram Stoker (1992), ma il film più importante di questo decennio insieme al già citato Scream è molto probabilmente The Blair Witch Project (1999): piccolo film indipendente che terrorizza il mondo con un budget irrisorio e che introduce l'horror del "found footage". In Oriente intanto nasce il
J-horror moderno, con Ringu (1998) di Hideo Nakata, film di cui gli americani faranno un remake pochi anni dopo con il nome di The Ring, che semina l'inquietudine virale di una videocassetta maledetta.

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Nuovo millennio

Il nuovo millennio ha trasformato l’horror in un genere incredibilmente vario e stratificato, capace di parlare sia al grande pubblico che ai festival più esigenti. All’inizio degli anni 2000 James Wan e Leigh Whannell hanno creato la saga dei film Saw (2004), dando vita allo splatter-puzzle che in realtà si può considerare una delle colonne portanti del sottogenere "torture po*n". Contemporaneamente il J-horror invadeva l’Occidente grazie al remake americano

The Ring  (2002) o anche The Grudge (2004). Come ogni epoca del cinema horror sono presenti vari capolavori, in questo caso possiamo di certo citare film come: Hereditary - Le radici del male (2018) e Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019), entrambi prodotti dalla mente del regista Ari Aster. Jordan Peele è un altro regista autore di bellissime opere. Le principali sono: Get Out (2017), Us (2019) e Nope (2022).  

Nel frattempo il found footage ha avuto una seconda giovinezza grazie a Paranormal Activity (2007).

Altre menzioni d'onore di cui parleremo più nello specifico nella pagina dedicata a questo nuovo millennio sono

It Follows (2014) e The Babadook (2014).

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