
Anni '70

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Michael Myers in una scena del film Halloween - La notte delle streghe
L'inizio dell'exploitation: i film degli Anni '70
Cari lettori preparatevi perchè questa pagina sarà bella interessante.
Gli anni '70 infatti rappresentano il decennio dove il genere horror riscontra il maggior successo.
Una corrente che arrivava dalla fine degli anni '60 è quella dei film low budget perchè erano veloci da fare e proprio perchè non costavano tanto, quindi se anche il film non rendeva bene, la perdita era ridotta a livello economico.
In questi anni nesce il film più importante della storia del cinema dell'orrore, L'esorcista (1973). Questo film era molto spinto per gli spettatori all'uscita del film: persone vomitavano, piangevano, altre erano traumatizzate. Alcune uscivano per la troppa paura e poi rientravano perchè volevano comunque sapere come sarebbe finito il film.
Questo decennio viene considerato l'epoca d'oro per l'horror secondo quasi tutte i critici e mi trovo d'accordo: la qualità dei film era decisamente di un altro livello rispetto agli anni precedenti e soprattutto uscirono varie tipologie di horror: dai primi film riguardanti possessioni alle prime icone slasher finendo con il capolavoro dell'horror fantascientifico, Alien (1979).
Italia protagonista: registi autori di capolavori
Gli anni '70 hanno visto l'horror italiano evolversi grazie a registi che hanno sperimentato con stili visivi audaci, influenzati dal giallo e dal gotico. I principali registi sono i seguenti:
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Dario Argento: il più celebre tra i registi di tutto il cinema italiano. Argento è noto per aver elevato il giallo a un'arte visiva, mescolando suspense psicologica con musica spaventosa spesso suonata dalla band "Goblin" negli anni '70. Dario Argento si è ispirato principalmente ad Alfred Hitchcock e Mario Bava, ed è uno dei pochi registi italiani che ha ispirato a sua volta registi dell'Oltreoceano. All'inizio degli anni '70 dirisse quella che viene considerata la "trilogia degli animali": L'uccello dalle piume di cristallo (1970), Il gatto a nove code (1971) e 4 mosche di velluto grigio (1971) dove nel cast era presente anche Bud Spencer. Questi tre film vengono anche etichettati come thriller tendente all'horror. Nel 1975 esce l'opera per cui viene ricordato: Profondo Rosso. In questo film è iconico l'utilizzo della telecamera che funge da soggettiva al killer, ripreso da John Carpenter in Halloween, e del disturbo infantile del killer che si può vedere dalle numerose bambole presenti ma anche sentire grazie alla terrificante filastrocca infantile che anticipa il prossimo omicidio. Un altro capolavoro è Suspiria del 1977. Questo sarà il primo film di una nuova trilogia che verrà completata negli anni succesivi con Inferno (1980) e La terza madre (2007), la "trilogia delle madri". In questo primo capitolo della trilogia il dettaglio fondamentale è l'incredibile utilizzo dei colori primari, spesso resi molto accesi. In questo film Dario Argento abbandona il realismo che si può notare anche dall'ambientazione, molto fiabesca, influenzata dall'espressionismo tedesco. ove è palese l'utilizzo dei colori primari, rendendoli spesso molto accesi.
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Mario Bava: pioniere del genere, ha influenzato l'horror con un ingegno tecnico che trasformava vincoli di budget in virtù artistiche. Protagonista soprattutto negli anni '60, riuscì a creare quello che probabilmente potrebbe essere riconosciuto come il primo film slasher, Reazione a catena (1971). Questo film influenzò molti registi Statunitensi che presero spunto dal film,un esempio è un uccisione presente nel sequel di Venerdì 13, uscito nel 1981, dove una coppia a letto viene uccisa nella stessa maniera del film di Bava. Un altra tecnica ripresa sempre da Venerdì 13, ma anche da altri film, ideata da Mario bava è il POV del killer, dove la camera interpreta la visuale del killer rendendo la scena terrificante. Altri film horror diretti da Bava negli anni '70 sono Lisa e il diavolo (1972) e Shock (1977).
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Lucio Fulci: se i precedenti due registi avevano diretto principalmente film thriller e horror, Fulci ha girato praticamente tutti i genere del cinema, tra cui ovviamente l'horror. Se Argento viene spesso considerato un genio per il suo ottimo lavoro svolto, Fulci viene criticato per la sua eccessiva dose di violenza e gore mostrata nei suoi film, e anche la nudità del sesso femminile, spesso presente nelle sue opere. Parlando di film horror, negli anni '70 fa uscire nelle sale Non si sevizia un paperino del 1972. Questo è il primo film horror di Fulci che caratterizza i suoi film di questo genere, ovvvero il gore realistico creato con degli ottimi effetti speciali, ed immagini macabre come gli scheletri sotterrati di bambini. Nel 1979 esce il suo capolavoro del genere, film con cui iniziò a farsi conoscere nel panorama horror, Zombi 2. Fulci, nonostante venne accusato di aver creato una copia del film di George Romero, cercò proprio di distaccarsi da quest'ultimo. Questo si può notare anche da come vengono presentati gli zombie: se nel film di Romero erano ben vestiti ed erano semplicemente delle copie degli esseri umani, nel film di Fulci sono esseri sporchi e terrificanti, che danno l'idea di decomposizione del corpo umano.
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Pupi Avati: con i suoi film horror lenti, psicologici, con ritmi deliberati che costruiscono tensione attraverso paesaggi desolati e un senso di isolamento presenti nella Bassa Padana. Il regista infatti, nato a Bologna, sfrutterà il paesaggio della provincia emiliana per creare scene inquietanti. Il suo capolavoro è La casa dalle finestre che ridono del 1976 dove sono presenti proprio gli elementi appena citati.


L'importanza de "L'esorcista" nel cinema
L'Esorcista, diretto da William Friedkin e uscito nelle sale il 1973, rappresenta una pietra miliare assoluta del genere horror e uno dei film più influenti della storia del cinema. Adattato dal best-seller di William Peter Blatty, il film narra la possessione demoniaca della giovane Regan MacNeil e il tentativo di due sacerdoti di salvarla attraverso un rito di esorcismo; con effetti speciali rivoluzionari per l'epoca, come il trucco prostetico di Dick Smith e sequenze scioccanti di vomito, levitazione e contorsioni, un'atmosfera di terrore psicologico e spirituale. Per la colonna sonora Friedkin scelse la celebre "Tubular Bells" di Mike Oldfield, includendo altri brani tra cui "Polymorphia" di Krzysztof Penderecki, spesso usata nei film horror. Il film provocò reazioni estremi nel pubblico, con svenimenti in sala, persone che non sapevano se continuare a guardare o scappare per la paura, diventando un fenomeno culturale globale. La sua importanza risiede nell'aver elevato l'horror anche per essere sato il primo film horror ad essere candidato all’Oscar nella categoria principale dove vinse due statuette: la migliore sceneggiatura non originale e al miglior sonoro. Il film dimostra che il genere poteva trattare temi profondi come fede, scienza, maternità e il male assoluto, influenzando generazioni di registi e ridefinendo il supernatural horror, rendendolo più realistico, disturbante e accessibile al grande pubblico. Tutti questi elementi lo rendono il film più importante e rivoluzionario che sia mai stato girato nella storia del cinema horror.



I Capolavori degli Anni '70
Gli anni '70 rappresentano un periodo di svolta per il cinema horror, con film che esplorano ansie sociali, innovano negli effetti speciali e consolidano sottogeneri duraturi. Ecco i titoli principali:
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L'Esorcista (1973) di William Friedkin. TRAMA - L'attrice Chris MacNeil nota strani comportamenti nella sua figlia dodicenne Regan: crisi violente, voce distorta e fenomeni paranormali. Dopo inutili visite mediche, scopre che la bambina è posseduta da un demone antico. Disperata, si rivolge al sacerdote Damien Karras, tormentato da una crisi di fede, e all'esorcista esperto Lankester Merrin per un rito pericoloso che metterà alla prova corpo e anima di tutti i coinvolti.
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Non aprite quella porta (1974) di Tobe Hooper. TRAMA - Cinque giovani amici, tra cui Sally e suo fratello invalido Franklin, viaggiano nel Texas rurale per visitare la tomba del nonno di Sally, temendo profanazioni. Fermandosi in una vecchia casa isolata, finiscono preda di una famiglia degenerata di cannibali disoccupati, dominata dal mascherato Leatherface che brandisce una motosega; ne seguirà una notte di terrore brutale e inseguimenti disperati.
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Lo squalo (1975) di Steven Spielberg. TRAMA - In una tranquilla località balneare dell'isola di Amity, durante l'estate, una serie di attacchi mortali da parte di un enorme squalo bianco seminano panico tra i turisti. Il capo della polizia Martin Brody, spaventato dall'acqua, si allea con il giovane Matt Hooper e un rude cacciatore di squali Quint per dare la caccia alla bestia a bordo di una barca precaria, in un crescendo di tensione e scontri mortali che cambierà per sempre il concetto di blockbuster.
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Carrie del (1976) di Brian De Palma. TRAMA - Carrie White è una timida adolescente oppressa da una madre fanatica religiosa e bullizzata dalle compagne di scuola. Scoprendo di possedere poteri telecinetici, viene invitata al ballo di fine anno da un ragazzo pentito, ma uno scherzo crudele durante la serata scatena la sua rabbia repressa, trasformando la festa in un massacro vendicativo con distruzione e fiamme.
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Suspiria del (1977) di Dario Argento. TRAMA - La giovane ballerina americana Suzy Bannion arriva a Friburgo per studiare in una prestigiosa accademia di danza, ma al suo arrivo assiste a un omicidio brutale. Mentre strani eventi e sparizioni colpiscono le allieve, Suzy scopre che la scuola è diretta da un coven di streghe antiche, guidate da una mater suspiciorum, in un incubo di colori vividi, musiche ossessive e violenza stilizzata.
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Halloween - La notte delle streghe (1978) di John Carpenter. TRAMA - Nella notte di Halloween del 1963, il piccolo Michael Myers uccide la sorella maggiore. Quindici anni dopo, evade dal manicomio e torna nella sua cittadina natale di Haddonfield. Ossessionato, perseguita la babysitter Laurie Strode e le sue amiche con un coltello da cucina, mentre il suo psichiatra Sam Loomis cerca disperatamente di fermare l'inarrestabile assassino
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Zombi (1978) di George A. Romero. TRAMA - In un'America invasa da zombie che divorano i vivi, un gruppo eterogeneo di sopravvissuti – due agenti SWAT, una giornalista e il suo compagno – fugge in elicottero e si rifugia in un grande centro commerciale abbandonato. Mentre barricano l'edificio e godono di beni materiali, devono affrontare orde di non-morti e conflitti interni, in una satira sul consumismo e la sopravvivenza.
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Alien (1979) di Ridley Scott. TRAMA - L'equipaggio della nave spaziale commerciale Nostromo, risvegliato dal letargo criogenico, risponde a un segnale di soccorso su un pianeta desolato. Esplorando un relitto alieno, portano a bordo un parassita facehugger che infetta un membro, dando vita a uno xenomorfo letale e perfetto predatore. In un ambiente claustrofobico, l'ufficiale Ripley guida la lotta per la sopravvivenza contro la creatura.Questi classici continuano a influenzare l'horror moderno con le loro storie intense e innovative!
La nascita del sottogenere slasher
Il sottogenere slasher è un ramo dell'horror caratterizzato da un assassino, spesso mascherato, che perseguita e uccide un gruppo di vittime, tipicamente giovani e adolescenti, utilizzando armi da taglio o contundenti.
Questo sottogenere nasce negli anni '70, periodo che ha visto l'emergere di film che hanno definito gli elementi del genere: trame ambientate in luoghi isolati, violenza grafica, un focus su inseguimenti e sopravvivenza, e spesso una "final girl", ovvero la sopravvissuta finale, solitamente una giovane donna virtuosa. Prima degli anni '70, elementi proto-slasher apparivano in film come Psycho (1960) di Alfred Hitchcock o nei gialli italiani, ma è in questo decennio che il sottogenere ha preso uan forma definitiva, influenzato da un clima culturale post-Vietnam e Watergate, che ha amplificato temi di terrore domestico e violenza irrazionale.
Non è semplice identificare con certezza quale sia stato il primo film di questo sottogenere: secondo alcune fonti il primo film slasher è proprio italiano, diretto da Mario Bava, Reazione a catena (1971), già citato nel paragrafo dei registi italiani. Questo film ha proprio ispirato delle colonne portanti del sottogenere slasher, film come Non aprite quella porta e Halloween. L'unico problema di questo film è che spesso viene anche considerato come giallo all'italiana e che quindi non ha molto a che fare con i "grandi" film slasher prodotti dagli Stati Uniti.
Secondo altre teorie il primo film slasher è proprio Non aprite quella porta (1974), diretto da Tobe Hooper. Questo film viene spesso considerato il capostipite dei film slasher perchè l'assassino è la prima icona dei killer slasher, ovvero Leatherface; anche qua si potrebbe fare una precisazione, ovvero che nel film non è solo lui il killer ma è una famiglia di maniaci cannibali, però l'elemento che contraddistingue Leatherface dal resto della famiglia è la maschera, fatta di pelle umana. L'elemento della maschera è ciò che differenzia le icone slasher dal resto dei film precedenti. Sono famose maschere che debuteranno nei film degli anni '80 come quella di Jason Voorhees o addirittura negli anni '90 con Ghostface.
Pochi anni dopo, Halloween - La notte delle streghe (1978) di John Carpenter ha cristallizzato lo slasher come formula commerciale di successo. Qua il killer in questione è Michael Myers, un ragazzo di 21 anni che perseguita una babysitter, uccidendo prima le sue amiche. Michael è anche il primo assassino "sovrumano", ovvero con doti che vanno oltre ai limiti dell'essere umano, infatti viene sparato più volte al termine del film ma come si scoprirà in seguito è sopravvissuto senza troppi graffi. Halloween ha incassato oltre 70 milioni di dollari con un budget di soli 300.000, superando film prodotti dalle grandi case di produzione e scatenando un'onda di imitazioni e definendo il "boom" dello slasher negli anni '80.
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La canzone dei Goblin dal film Profondo rosso
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Trailer in italiano de Lo squalo
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Trailer in italiano di Alien