
Anni '90
La crisi del genere horror e l’alba del serial killer “intellettuale”
I primi anni '90 rappresentano il periodo più buio e di transizione per il cinema horror. Dopo l'esplosione commerciale dello slasher negli anni '80, il pubblico era ormai esausto, vittima di sequel sempre più assurdi e ripetitivi come Jason che finisce nello spazio, Freddy in versione cartoon e un Michael Myers che appare stanco.
Il genere sembrava quasi scomparso dalle sale mainstream, ridotto a produzioni di serie B e a un lento declino commerciale. Fu proprio in questo vuoto che esplose, Il Silenzio degli Innocenti (1991) di Jonathan Demme: un film che, pur essendo horror nella sostanza venne "pubblicizzato" come un thriller psicologico di prestigio, vincendo addirittura i 5 principali Oscar (tra cui "Miglior Film").

Hannibal Lecter, interpretato magistralmente da Anthony Hopkins, ridefinì il mostro degli anni '90: non più un mascherato muto e brutale, ma un genio colto, affascinante, manipolatore e profondamente disturbante. Questo successo aprì la strada a tutta una serie di film thriller-horror, spostando l’attenzione dalla violenza splatter gratuita alla suspense cerebrale e alla figura del killer “intelligente” che terrorizza proprio perché sembra troppo umano. Il Silenzio degli Innocenti riuscì a salvare e snobbare allo stesso tempo il genere horror, trasformandolo da cinema di nicchia “spaventoso e cruento” a prodotto di alta qualità e di critica, preparando il terreno per la rinascita nella seconda metà del decennio.
La rivoluzione meta di Scream: il 1996 che ha resuscitato lo slasher
Nel 1996, quando il genere slasher sembrava destinato all’oblio dopo anni di sequel stanchi e prevedibili, Wes Craven e lo sceneggiatore Kevin Williamson hanno compiuto un’operazione chirurgica geniale con Scream: hanno preso tutti i cliché del cinema horror anni '70 e ’80, come la final girl vergine, non fare sesso e non dire “torno subito” e li hanno trasformati in materiale esplicito, mettendoli nel copione dei personaggi stessi.
Randy Meeks, il nerd appassionato di horror, enuncia le famose “regole per sopravvivere a un film horror” durante la festa, creando un effetto che rompeva la quarta parete. Il film ride del genere, ma allo stesso tempo lo rispetta e lo rinnova, spaventando davvero con il killer mascherato, Ghostface, che diventa immediatamente iconico.
Questa formula ha dato vita ad una vera rinascita del teen slasher: immediatamente dopo sono arrivati So cosa hai fatto (1997), Urban Legend (1998), The Faculty (1998) e Final Destination (2000) nel nuovo millennio revival. Riassumendo Scream non ha solo salvato lo slasher, ma lo ha reso più furbo e più adatto agli adolescenti di fine millennio, aprendo la strada a tutto l’horror postmoderno che sarebbe arrivato dopo. Un film che ride in faccia al proprio genere e poi lo uccide per farlo rinascere più forte.
La Rinascita dell'Horror negli Anni '90: Dal Psicologico al Meta-Slasher
Gli anni '90 segnano una transizione per il cinema horror: meno splatter rispetto agli '80, più enfasi su suspense psicologica, serial killer intelligenti, temi sociali profondi e innovazioni come il found footage e il meta-horror. Film come questi hanno portato il genere a un pubblico più maturo, con successi critici e commerciali che hanno influenzato l'horror moderno.
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Il silenzio degli innocenti (1991) di Jonathan Demme. TRAMA - L'agente FBI in addestramento Clarice Starling viene incaricata di intervistare il brillante psichiatra e cannibale Hannibal Lecter, detenuto in un manicomio criminale, per ottenere indizi su un serial killer attivo chiamato Buffalo Bill, che rapisce e scuoia giovani donne per creare abiti di pelle umana. Clarice deve navigare tra la mente manipolatrice di Lecter, che le offre aiuto in cambio di rivelazioni personali, e la pressione del tempo per salvare l'ultima vittima.
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Dracula di Bram Stoker (1992) di Francis Ford Coppola. TRAMA - Nel 1897, il conte Dracula, un nobile transilvano immortale, scopre che la sua amata defunta Elisabetta è reincarnata nella giovane Mina Murray a Londra. Si trasferisce in Inghilterra per riconquistarla, seminando terrore con vampirismo, seduzione e trasformazioni.
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Candyman (1992) di Bernard Rose. TRAMA - Helen Lyle, una studentessa laureanda in sociologia, indaga sulla leggenda urbana di Candyman, uno spirito vendicativo con un uncino al posto della mano, nato da un amore interrazziale tragico nel XIX secolo e ucciso dalla folla razzista. Pronunciando il suo nome cinque volte davanti a uno specchio, si evoca il killer che appare per sventrare le vittime con il suo uncino; Helen scopre che la leggenda è radicata in un quartiere povero di Chicago e finisce per diventare parte della storia stessa
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Il seme della follia (1994) di John Carpenter. TRAMA - John Trent, un investigatore assicurativo scettico e cinico, viene assunto per ritrovare Sutter Cane, uno scrittore horror di enorme successo i cui romanzi sembrano causare follia e violenza reale nei lettori. Trent si reca nella cittadina isolata di Hobb's End, scoprendo che la realtà si sta piegando alle trame dei libri di Cane, con mostri lovecraftiani che emergono e un'apocalisse imminente; un meta-horror intelligente che esplora il potere della finzione sulla mente umana.
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Scream (1996) di Wes Craven. TRAMA - Nella tranquilla cittadina di Woodsboro, una serie di omicidi brutali colpisce adolescenti, perpetrati da un killer mascherato chiamato Ghostface che telefona alle vittime ponendo domande su film horror prima di attaccarle. Sidney Prescott, una studentessa traumatizzata dall'omicidio della madre un anno prima, diventa il bersaglio principale insieme ai suoi amici
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Ringu (1998) di Hideo Nakata. TRAMA - In Giappone, una giornalista investigativa indaga sulla misteriosa morte di quattro adolescenti, scoprendo che tutti avevano guardato una videocassetta maledetta sette giorni prima di morire. La cassetta mostra immagini surreali e inquietanti, culminanti in una ragazza che emerge da un pozzo; chiunque la veda riceve una telefonata che annuncia la morte entro sette giorni. La giornalista copia il nastro per salvare se stessa e suo figlio.
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The Blair Witch Project (1999) di Daniel Myrick e Eduardo Sánchez. TRAMA - Tre giovani registi indipendenti, Heather, Josh e Mike, si avventurano nei boschi del Maryland per girare un documentario sulla leggenda della Blair Witch, una strega che avrebbe ucciso bambini secoli prima. Armati di telecamera a spalla, registrano il loro viaggio che diventa sempre più inquietante: rumori notturni, figure misteriose, mappe che spariscono e tensioni interne che sfociano nel terrore puro.
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The Sixth Sense (1999) di M. Night Shyamalan. TRAMA - Il bambino Cole Sear vede e parla con i morti, un dono che lo terrorizza e lo isola; lo psicologo infantile Malcolm Crowe, che sta affrontando i suoi traumi dopo un attacco subito da un ex paziente, decide di aiutarlo. Attraverso sessioni intense, Malcolm scopre che i fantasmi che Cole vede hanno bisogno di comunicare qualcosa per trovare pace.


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Ghostface in una scena di Scream
La nascita del found footage moderno: The Blair Witch Project e la rivoluzione low-budget del 1999
Nel 1999, quando l’horror stava già godendo di una rinascita, un piccolo film indipendente girato con una videocamera ha cambiato per sempre le regole del gioco: The Blair Witch Project di Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez. L’atmosfera claustrofobica, le urla notturne, i bastoncini appesi agli alberi e soprattutto quella scena finale con Heather che piange disperata davanti alla telecamera, che diventerà una delle inquadrature più memorabili della storia del cinema horror, hanno terrorizzato il pubblico in una maniera innovativa: non con mostri CGI o jump scare eccessivi, ma con l’orrore dell’ignoto. La vera rivoluzione è stata nel marketing: il sito web ufficiale presentava articoli di giornale falsi, foto “ritrovate” e un’intera mitologia costruita per far credere che la storia del film fosse reale, creando un fenomeno di massa prima ancora dell’uscita nelle sale. Con un incasso di oltre 248 milioni di dollari a fronte di un budget di partenza minuscolo, si stima 60 mila dollari, The Blair Witch Project ha dimostrato che l’horror poteva essere spaventoso, economico e innovativo allo stesso tempo. Ha aperto la strada a tutto il filone found footage successivo; Paranormal Activity (2007); REC (2007); Cloverfield (2008).
La rivoluzione digitale nell’horror
L’arrivo massiccio del CGI (Computer Generated Imagery) negli anni '90 ha trasformato profondamente il cinema horror, spostandolo da un’estetica prevalentemente artigianale e “fisica", con il make-up prostetico, pupazzi, e meccanismi pratici, a una dimensione sempre più visionaria, immateriale e spettacolare. Prima del decennio digitale, i film terrorizzavano con effetti pratici incredibilmente tattili e disgustosi, che davano una sensazione di realtà corporea e palpabile. Il punto di non ritorno arriva nel 1993 con Jurassic Park, che dimostra al mondo intero che le creature generate al computer potevano essere fotorealistiche, aprendo la strada a mostri, trasformazioni e ambienti impossibili. Nell’horror questo si traduce nei primi film come Punto di non ritorno (1997), un horror-fantascientifico che esplora dimensioni infernali e visioni cosmiche di pura follia grazie al digitale. Il digitale ha permesso budget più contenuti per visioni grandiose, ha moltiplicato le possibilità creative e ha reso l’horror più accessibile e commerciale. Tuttavia ha anche avviato un dibattito ancora vivo: gli effetti pratici trasmettono una “pesantezza” e un terrore corporeo che il CGI spesso fatica a replicare, portando molti a preferire l’ibrido o il ritorno al tangibile negli anni successivi.
La commedia horror consapevole
Negli anni '90 la commedia horror si evolve in modo esplosivo, diventando sempre più consapevole del proprio genere e mescolando splatter, ironia, citazionismo e umorismo nero in un mix che prepara il terreno per l'horror postmoderno del nuovo millennio. Film come Arachnophobia (1990) regalano un monster movie leggero ma efficace con ragni giganti e un tono da thriller-comedy familiare, mentre Dal tramonto all'alba (1996) parte come crime movie e a metà si trasforma in un brutale assalto di vampiri messicani, con un mix di violenza gore e umorismo trash che diventa cult immediato. Peter Jackson con Sospesi nel tempo (1996) porta invece un horror comedy con Michael J. Fox nei panni di un medium truffatore inseguito da uno spettro assassino, fondendo umorismo, horror e atmosfera anni '90 alla perfezione.
Non manca l'Italia con Dellamorte Dellamore (1994) di Michele Soavi, un capolavoro grottesco che unisce zombie e romanticismo gotico in un cimitero surreale, diventando un cult internazionale.

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Teri Garr, Gene Wilder e Marty Feldman (in ordine da sinistra a destra) in una scena del film Frankenstein Junior
Questa ondata di commedia horror autoironica culminerà nel 2000 con Scary Movie dei fratelli Wayans, che prende di mira soprattutto le saghe slasher, più di tutte Scream, trasformando ogni regola e cliché in gag esagerate e irresistibili: se negli anni '90 si rideva CON il genere, rispettandolo ancora un po', Scary Movie ride DEL genere, aprendo la porta alle parodie del decennio successivo. Scary movie viene considerato da molti la commedia horror migliore di sempre anche se personalmente questo "premio" va a Frankenstein Junior (1974) di Mel Brooks: già negli anni '70 si prendeva gioco affettuosamente degli horror classici con citazioni perfette e un umorismo geniale, un modello che gli anni '90 hanno semplicemente reso più splatter.
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Scena iniziale del film Scream
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Trailer in lingua originale del film The Blair Witch Project