L'EPOCA DEI MOSTRI UNIVERSAL
- 2 mar
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Aggiornamento: 1 giorno fa
L'epoca dei mostri Universal, spesso definita come il periodo d'oro del cinema horror classico, si colloca principalmente negli anni '30 e si estende fino ai primi anni '40. Durante questo arco temporale, la Universal Pictures produsse una serie di film iconici che non solo salvarono lo studio dalla bancarotta, ma definirono il genere horror per generazioni future. Questi film, popolati da creature sovrannaturali come vampiri, mostri creati dall'uomo e mummie antiche, riflettevano le ansie profonde della società del tempo scossa da eventi tragici come la Grande Depressione (1929-1939), un periodo segnato da disoccupazione di massa, povertà diffusa e instabilità sociali, e l'ascesa di nuove dittature in Europa che poi portarono alla Seconda Guerrra Mondiale quando la Germania nazista invase la Polonia il 1 settembre 1939.

Le origini
La Universal, fondata da Carl Laemmle Sr., stava affrontando gravi difficoltà finanziarie all'inizio degli anni '30, aggravate dalla transizione dal cinema muto al sonoro e dalla crisi economica globale. Fu suo figlio, Carl Laemmle Jr., a puntare sul genere horror, ispirato dal successo di adattamenti teatrali come Dracula. I film non solo generarono profitti enormi, Dracula e Frankenstein furono i salvatori dello studio nel 1931, l'anno peggiore della Depressione, ma catturarono le paure dell'epoca. I mostri simboleggiavano l'emagirnazione sociale: Dracula come il "parassita" che prosciuga la vita, simile alla Depressione che drenava le risorse; Frankenstein come il proletariato abbandonato, con abiti da lavoro e stivali pesanti, eco delle lotte operaie durante scioperi. In un contesto di eventi reali che spesso terminavano in violenza, questi film offrivano un terrore controllato, lontano dalle minacce quotidiane.
Passando ai film ed icone della Universal

L'epoca dei Mostri Universal negli anni '30 e '40 ha visto nascere icone del terrore che hanno salvato lo studio dalla bancarotta durante la Grande Depressione, partendo con Dracula del 1931 diretto da Tod Browning e interpretato da Bela Lugosi nel ruolo del conte vampiro: Lugosi è un attore che nonostante il successo fu pagato poco e che rifiutò il ruolo del mostro in
Frankenstein perchè ciò avrebbe significato nascondere il viso sotto il trucco, cosa che non adava giù all'attore. Frankenstein è il film uscito lo stesso anno sotto la regia di James Whale con Boris Karloff come il mostro creato dal dottor Henry Frankenstein interpretato da Colin Clive, un'opera che includeva scene violente tagliate in post-produzione e che rifletteva temi riguardanti la scienza. L'anno successivo, nel 1932, uscì La mummia, diretto da Karl Freund con il solito Karloff ad interpretare il mostro, in questo caso la mummia Imhotep: una piccola parentesi da fare su Karl Freund è che diresse gran parte di Dracula come direttore della fotografia al posto di Browning spesso assente. Nel 1933 esce L'uomo invisibile, sempre di James Whale, che portò Claude Rains ad interpretare uno scienziato reso invisibile e folle, con effetti speciali innovativi per l'epoca.

Sempre negli anni '30 uscirono già i primi sequel soprattutto riguardanti la saga di Frankenstein, infatti nel 1935 viene girato La moglie di Frankenstein, altro capolavoro di James Whale con Karloff e Elsa Lanchester nelle vesti della sposa
del mostro, aggiungendo umorismo nero e profondità emotiva nonostante ritardi produttivi dovuti a problemi di sceneggiatura. Lo stesso anno esce Il segreto del Tibet ("Werewolf of London" in lingua originale) diretto da Stuart Walker con Henry Hull come primo licantropo Universal: questa pellicola metterà le basi per il film uscito sei anni dopo, nel 1941, L'uomo lupo di George Waggner con Lon Chaney Jr. come Larry Talbot, supportato da Claude Rains e Bela Lugosi in un ruolo minore che diede il via alla maledizione del lupo mannaro. Nel 1936 uscirà La figlia di Dracula di Lambert Hillyer, il sequel diretto del film del 1931. Verso la fine degli anni '30 arrivò Il figlio di Frankenstein del 1939 di Rowland V. Lee con Karloff e Basil Rathbone, mentre negli anni '40 il franchise si espanse con sequel e crossover come Il ritorno dell'uomo invisibile del 1940 di Joe May e The Mummy's Hand sempre del 1940 di Christy Cabanne. Nel 1942, uscirono Il terrore di Frankenstein di Erle C. Kenton con Chaney Jr. come mostro e Lugosi come Ygor, nome che divenne Igor nei sequel per errore, The Mummy's Tomb dello stesso anno di Harold Young e Frankenstein contro l'uomo lupo del 1943 di Roy William Neill dove Lugosi interpretò il mostro ma le sue battute furono tagliate perché il personaggio era muto dopo un trapianto cerebrale. Lo stesso anno, nel 1943, esce Il figlio di Dracula di Robert Siodmak mentre nel 1944 escono The Mummy's Ghost di Reginald Le Borg e Al di là del mistero di Kenton con Karloff non più nei panni del mostro ma dello scienziato pazzo stavolta.
Il declino, l'eredità e gli ultimi film
Il declino dei mostri Universal verso la metà degli anni '40 fu dovuto a un calo di interesse del pubblico, pressioni censorie dal Codice Hays e la scelta degli spettatori di virare verso l'horror fantascientifico degli anni '50, influenzato dalla Guerra Fredda e dalle paure atomiche. Le innumerevoli pellicole che abbiamo appena elencato non sono state dimenticate durante gli anni, lasciando un'eredità che si riflette in remake, reboot e franchise contemporanei come La mummia (2017) o L'uomo invisibile (2020), mantenendo viva l'essenza del terrore gotico in media moderni tra cui fumetti e serie TV. Per quanto riguarda l'ultimo film horror concentrato su un mostro Universal, si considera generalmente Il terrore sul mondo (1956), film che completa la trilogia de Il mostro della laguna nera (1954) e La vendetta del mostro (1955) e che conclude l'era classica dei mostri Universal con un approccio più fantascientifico, focalizzato su esperimenti genetici e la trasformazione della "creatura" in un essere terrestre, segnando la fine della serie originale prima del passaggio a produzioni diverse come commedie o horror indipendenti: parlando sempre di parodie horror altri ritengono Il cervello di Frankenstein (1948) di Charles Barton come la chiusura del ciclo gotico tradizionale, essendo un crossover comico con Dracula, Frankenstein e il Lupo Mannaro.


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